Firma grafometrica: un tassello fondamentale nella digitalizzazione dei processi, ecco cos’è e come funziona

Medici, infermieri ed operatori sanitari lo sanno bene: per ogni paziente visitato è necessario mettere in conto del tempo per inserire tutti i dati nei moduli necessari, fornire il consenso all’utilizzo di queste informazioni in conformità con la normativa vigente sulla privacy e, in seguito, per digitalizzare i documenti. Una soluzione per risparmiare tempo, adottata da un numero sempre maggiore di strutture, è quella della firma grafometrica. Vediamo, dunque, di cosa si tratta, come funziona e per quali ragioni rappresenta un’innovazione da non perdere.

Firma grafometrica: cos’è e come funziona

La firma grafometrica è una firma olografa, ovvero realizzata a mano dal sottoscrittore che, utilizzando una speciale penna elettronica, scrive su una tavoletta digitale appositamente configurata. Grazie a uno speciale software, il sistema, all’atto della firma, cattura una serie di parametri biometrici che la rendono irriproducibile ed unica, come quella manuale. Ciò significa che rende possibile validare un referto medico in maniera comoda e veloce, direttamente in digitale. La praticità di queste soluzioni dimostra quanto la digitalizzazione dei processi possa, in prospettiva, rendere più rapide moltissime attività quotidiane. All’inizio si tratterà di acquisire un nuovo modo di lavorare, lo stiamo vedendo anche ora con l’entrata in vigore dell’obbligo all’emissione della fattura elettronica, che può essere firmata anche con una firma digitale, ma col tempo gli effetti positivi di queste nuove abitudini saranno sempre più evidenti.

La pressione, la velocità, il ritmo l’accelerazione del segno sono alcuni dei parametri che, oltre al disegno in sé, vengono campionati più volte al secondo consentendo una rappresentazione complessiva e completa del tratto dell’utente. Alcuni software di firma catturano un ulteriore parametro invisibile, cioè lo spostamento che la penna fa da una lettera ad un’altra senza toccare la tavoletta elettronica.

Questi dati, raccolti grazie a software specifici vengono poi legati al documento che deve essere firmato. Ciò avviene attraverso un complesso procedimento, che prevede l’utilizzo e la fusione delle rispettive impronte del documento e della sottoscrizione, sia in chiaro sia a seguito dell’apposizione di una chiave di cifratura.

Quindi una volta raccolto il dato biometrico questo viene subito criptato utilizzando una tecnica crittografica asimmetrica. Una prima impronta viene calcolata tra il documento ed il dato biometrico così criptato, mentre una seconda impronta viene calcolata sulla prima, e sul dato biometrico in chiaro. Eseguite queste operazioni, tutti i dati relativi al dato biometrico vengono distrutti e sovrascritti in modo sicuro e non più recuperabili. La firma grafometrica è fatta, registrata e protetta, ma vediamo che tipo di valore può avere in Italia.

Qual è il valore legale della firma grafometrica?

Secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), sono esplicitamente previste quattro tipologie differenti di firma digitale (qui trovi un riepilogo delle loro caratteristiche):

Quella grafometrica risponde pienamente ai requisiti previsti per la Firma Elettronica, ma non soltanto. Infatti, quando viene raccolta seguendo un procedimento che parte dall’identificazione del firmatario fino ad una garanzia di integrità del documento e della garanzia dello stesso, la firma grafometrica si può configurare come Firma Elettronica Avanzata. Ed è in questo caso che, secondo il CAD, ha lo stesso valore giuridico di una sottoscrizione autografata.

Altro è, sempre secondo la legge, la Firma Digitale che richiede un procedimento ancor più complesso e, generalmente, viene apposta tramite un dispositivo specifico come il token o la smart card.

È importante, inoltre, soffermarsi anche sulla protezione dei dati trasmessi attraverso la firma grafometrica. Da questo punto di vista, la garanzia è connessa al fatto che si tratti di una firma “biometrica”, vale a dire che si ricollega a precisi e personalissimi tratti biometrici della persona. Essa utilizza dati biometrici “comportamentali”, ovvero propri di un determinato comportamento dell’utente.

Per evitare che la firma venga clonata, i dati vengono protetti criptando gli stessi a mezzo di complessi algoritmi di crittografia asimmetrica, utilizzando coppie di chiavi di cui una residente sugli apparati di firma, e un’altra detenuta da terzi fidati, estranei ai processi di firma. Tali terzi sono in genere Autorità di Certificazione, Enti, o sempre più spesso anche Notai specificamente specializzati in tale settore.

I vantaggi della firma grafometrica in campo medico

Proprio come una normale firma tradizionale, quella grafometrica può essere utilizzata per siglare qualsiasi documento lo richieda. Non è necessario ripetere tutto il processo di registrazione e raccolta dati per ogni firma, e questo rappresenta uno dei principali vantaggi in termini di tempo risparmiato in piena legalità.

Non di meno, poter firmare in maniera riconosciuta un documento in digitale comporta un concreto risparmio di carta e agevola il processo di dematerializzazione dei documenti che, soprattutto in contesti come un poliambulatorio, tendono a intasare gli archivi e complicare la conservazione di quanto è utile.

Archiviare cartelle, dichiarazioni e altre certificazioni direttamente in digitale, senza la necessità di stampare, firmare e digitalizzare ogni passaggio, diventa molto più semplice. Molti processi diventano, dunque, al 100% digitali consentendo un duplice risparmio, di tempo da un lato ed economico dall’altro.

Conosciamo bene i vantaggi dell’introduzione della firma grafometrica in ambito sanitario e abbiamo sviluppato insieme a Samsung, GipoFirma, una soluzione che sfrutta le caratteristiche dei Samsung Galaxy Tab A dotati di SPen che supportano la firma grafometrica e le configurazioni offerte da Samsung Knox. Sono oltre 100 le realtà italiane che hanno già adottato questa soluzione per gestire, raccogliere e proteggere i moduli della privacy e per il consenso informato in modo sicuro, a maggior ragione dall’entrata in vigore della normativa europea del GDPR. La soluzione della firma grafometrica garantisce, in primo luogo, la sicurezza dei dati, ma anche una diminuzione dell’uso di carta e materiali, nonché la riduzione dei costi e dei tempi necessari per gestire tutte le pratiche. Tempo che può essere sfruttato in maniera più efficiente, magari sperimentando anche il metodo della matrice di Eisenhower, e con un occhio di riguardo in più per lo stato di salute del paziente.

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