Come funzionano le app di tracciamento?

Dal 15 giugno è operativa su tutto il territorio italiano l’app Immuni, scelta dal Governo per il tracciamento automatico di soggetti positivi al coronavirus, in modo da contenere la diffusione del contagio. Immuni è una delle tante innovazioni per la lotta al Covid-19 messe in pratica dal Governo Italiano e dal resto dei Paesi del mondo per contrastare l’ondata inarrestabile della pandemia che, partendo dalla Cina, ha ormai raggiunto tutto il mondo. Vediamo come si scarica, come si usa e come funzionano le app di tracciamento. 

Come funziona l’app di tracciamento Immuni

Scopo dell’app è quello di avvisarci con una notifica se siamo entrati in contatto – per il tempo sufficiente e a poca distanza – con un soggetto che è risultato positivo al coronavirus. Il contatto si reputa rischioso se va oltre i 15 minuti e avviene a meno di due metri dalla persona positiva.

Con la notifica, l’app ci segnala di isolarci e di contattare il medico curante e l’Asl competente al fine di controllare e monitorare i sintomi ed eventualmente programmare il tampone.

L’app è stata lanciata a inizio giugno. Dal 15 del mese stesso è diventata operativa in tutta Italia e lo sarà fino al 31 dicembre 2021: data prorogata di un anno in seguito ad uno dei  decreti legge sull’emergenza Covid emanati in ottobre.

Immuni funziona nel pieno rispetto della privacy delle persone che la utilizzano, la trasmissione dei dati, infatti, è cifrata e firmata digitalmente proprio per garantire la massima sicurezza e riservatezza dei dati in uscita dallo smartphone di ogni utente.

Nelle prime 24 ore l’app è stata scaricata da mezzo milione di utenti, ma al 9 di ottobre risultano solo 7 milioni i download effettuati (fonte Ministero della Salute), quindi circa il 21% della popolazione ha scaricato Immuni.

Il potenziale dell’app quindi non è ancora sfruttato al massimo e per questo i medici di base, le Asl e persino le Ads su Google e Youtube invitano i cittadini al download.

Come avviene il tracciamento 

Per poter funzionare è necessario che il bluetooth sia sempre acceso.

Gli smartphone su cui è scaricato Immuni conservano in memoria i dati di altri cellulari – sotto forma di codici anonimi crittografati – con cui sono entrati in contatto via bluetooth. Quando uno dei soggetti che ha l’app risulta positivo, riceve un codice di autorizzazione con il quale può caricare su un server ministeriale il proprio codice anonimo crittografato. 

Intanto gli altri cellulari prendono, a intervalli regolari, i codici dei contagiati dal server  e se l’app riconosce tra i codici nella propria memoria quello di un contagiato, avvisa immediatamente l’utente tramite notifica.

Come scaricarla

L’app è gratuita e scaricabile, volontariamente, dal play store Android, dall’Apple store per dispositivi iOS oppure sul sito ufficiale www.immuni.italia.it.

Purtroppo non funziona su tutti i dispositivi: sono esclusi i modelli come l’iPhone 6 e precedenti, gli Android precedenti al 2015 e tutti i nuovi Huawei che non dispongono di Google.

Da fine luglio è attivo il numero verde 800-912491, che cittadini e operatori sanitari possono chiamare per ricevere assistenza. Il servizio è veloce e attivo tutti i giorni dalle 7:00 alle 22:00.

Le App di tracciamento all’estero

Ben prima che l’Italia lanciasse Immuni, la Corea del Sud aveva già adottato un’app di geolocalizzazione che monitorava gli spostamenti delle persone infette e inviava messaggi di alert sul comportamento da adottare contro l’epidemia. L’app coreana si chiama Corona100m e si basa in realtà su una versione precedente del 2015, creata per l’epidemia da Mers.

Prendendo l’esempio dei coreani, anche i vari Paesi Europei hanno lanciato le proprie app di tracciamento, tra le quali:

Tutte queste app hanno modalità di utilizzo simili a quelle di Immuni: in caso di contatto con soggetti risultati positivi, si viene avvisati e monitorati, il tutto nel pieno rispetto della privacy. 

Al momento gli sviluppatori stanno cercando di creare un nuovo sistema, chiamato sistema Gateway, per permettere in futuro alle varie app di tracciamento di comunicare tra loro, ma ancora non si sa quando questo sistema sarà finito.

Non solo app di tracciamento: ecco altri servizi tecnologici che possono aiutare a contenere il contagio

Le app di monitoraggio sono solo una delle tante innovazioni tecnologiche messe in campo per combattere la pandemia.

Gli strumenti proposti per controllare la diffusione del Covid-19 durante i primi mesi del 2020 sono stati tanti: 

Le misure e le strategie puntano a tutelare la salute delle persone anche se sono lontane.  Per chi invece ha bisogno di recarsi per forza in ambulatorio, o quando la visita medica online non è possibile, c’è GipoSmartQ per gestire gli appuntamenti in ambulatorio in modo da ridurre al minimo il numero di persone in sala d’aspetto ed il tempo di attesa per la visita. Funziona così: il paziente che deve sottoporsi alla visita, attende in auto o fuori dalla struttura che l’app gli segnali che è ora di entrare oppure lo avverta se ci sono ritardi sull’orario stabilito, riducendo moltissimo il numero di persone in ambulatorio.

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