Nuove tecnologie medicali: cosa ne pensano i pazienti?

Telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico, Intelligenza artificiale queste sconosciute. Nonostante l’attivo dibattito sulla diffusione della tecnologia più innovativa in ambito sanitario e dell’applicazione della sanità 4.0, i cittadini italiani sembrano non conoscere bene le opzioni a disposizione. Questo è quanto emerge da un sondaggio realizzato da IPSOS nel mese di ottobre 2019 commissionato da ab medica, azienda che si occupa proprio della fornitura di apparecchi elettronici nell’ambito della salute. La buona notizia è, però, che c’è grande fiducia negli strumenti tecnologici, purché si affianchino al medico senza sostituirne le capacità e la professionalità.

Nuove tecnologie medicali: gli italiani non le conoscono

Il sondaggio IPSOS ha coinvolto 1000 persone di età compresa tra i 25 e i 75 anni a cui è stato chiesto se conoscono le nuove tecnologie medicali e se si fidano di esse. I risultati, presentati lo scorso novembre a Milano in occasione del convegno “Il Futuro della Sanità”, mostrano in sintesi un approccio ambivalente all’innovazione da parte dei cittadini. Da un lato, infatti, gli intervistati hanno espresso una generale forma di fiducia nei confronti di chirurgia robotica, telemedicina e applicazioni dell’Intelligenza artificiale alla salute, ma si tratta di una forma di fiducia parzialmente alla cieca. Infatti, emerge anche come solo una minoranza degli intervistati sia effettivamente consapevole di che cosa implichino queste tecniche e questi strumenti. Manca, dunque, ancora una vera e propria informazione sul tema che potrebbe aumentarne la diffusione.

Nando Pagnoncelli, Presidente di IPSOS Italia, in occasione della presentazione dei risultati del sondaggio ha aggiunto: “Dai nostri studi appare sempre più chiaro che l’innovazione tecnologica sarà decisiva per il futuro della sanità. La diffusione dell’Intelligenza Artificiale, che nella medicina incontra meno barriere rispetto ad altri settori, non solo porterà alla nascita di nuove figure professionali in ambito sanitario, come i chirurghi robotici in grado di unire le conoscenze scientifiche con la capacità di maneggiare i nuovi dispositivi tecnologici, ma anche a una maggiore qualità nei servizi, riducendo il gap tra le strutture del Nord e del Sud Italia”.

Vediamo, ambito per ambito, quali sono le nuove tecnologie medicali più note o più apprezzate.

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Telemedicina

La telemedicina consiste nell’insieme di applicazioni della tecnologia in ambito sanitario che permettono diagnosi e terapia a distanza e, come abbiamo visto in un articolo precedente sulla cura dei pazienti cronici grazie alla eHealth, ha numerosi vantaggi, soprattutto nella gestione delle patologie croniche. La maggior parte degli italiani, però, ben il 74%, non ne aveva mai sentito parlare prima ed è convinto che sia più diffusa in Italia.

In realtà, non è esattamente così. Sebbene i progetti sperimentali siano ancora pochi, ne esistono alcuni che rappresentano delle vere e proprie best practice come, per esempio, il Master Plan Telemedicina 2019-2021 della Provincia autonoma di Bolzano. Secondo i ricercatori, è fondamentale mutare il rapporto tra scarsa conoscenza della telemedicina in sé e la sua limitata diffusione e invertire la tendenza. 

Perché la telemedicina possa essere efficace, infatti, è necessario un racconto più chiaro e rassicurante. Tra gli elementi da sottolineare, sempre secondo IPSOS; i vantaggi per il paziente, l’effetto di semplificazione e il fatto che la presenza del personale sanitario in questo modo viene moltiplicata e non ridotta.  

Chirurgia Robotica

Leggermente migliore la consapevolezza dell’esistenza della chirurgia robotica: il 34% del campione contattato da IPSOS ha infatti dichiarato di averne sentito parlare spesso. Solo uno su dieci non ne sa assolutamente nulla. Inoltre, è alta la fiducia nei confronti di questa tecnologia, più della metà degli italiani (65%) ritiene che la robotica possa essere più vantaggiosa rispetto alla chirurgia tradizionale.

Buona parte dei cittadini, quindi, è convinto che l’applicazione della tecnologia e dell’intelligenza artificiale al campo chirurgico sia una buona notizia e si sentono da essa rassicurati. Tuttavia resta il timore che la “macchina” sostituisca l’uomo, segno di una conoscenza solo parziale di cosa implica la chirurgia robotica in pratica. Dunque, anche questo è un elemento su cui investire in termini di comunicazione affinché sia più facile per il paziente comprendere quanto accade in sala operatoria.

Test genetici

Infine, il sondaggio IPSOS si concentra sul tema dei test genetici. Anche in questo caso, la maggior parte degli intervistati ha dichiarato di aver sentito parlare di questi esami, sebbene non sappia di cosa si tratta e che tipo di condizioni vanno ad indagare. Inoltre il 68% del campione non è consapevole che il sistema sanitario nazionale li mette addirittura a disposizione.

In conclusione, emerge che gli italiani sono aperti nei confronti delle nuove tecnologie medicali, ma che ancora molto si può fare perché sappiano in cosa consistono e in che modo migliorano la salute individuale e collettiva. La buona notizia è che c’è fiducia e interesse, un primo passo per sostenere l’innovazione. 

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