Sanità Digitale e software per la riabilitazione: terapie in presenza e a distanza

Quando si parla di Sanità Digitale e di digitalizzazione, l’Italia è sotto molti aspetti indietro rispetto ad altri Paesi europei ma, sotto la spinta dell’emergenza in corso, sta accelerando il percorso verso il Digital.

Una rivoluzione digitale che ha interessato non solo negli ospedali, ma anche  poliambulatori e studi medici che, attraverso i software gestionali, documenti dematerializzati, Cartella Clinica Elettronica e televisite stanno trasformando il rapporto medico-paziente e le modalità di organizzazione e di fruizione dei servizi sanitari. 

Oggi l’utilizzo di software per la gestione del paziente a distanza ed il consulto medico a distanza stanno prendendo piede in tantissimi ambiti come in oncologia, in cardiologia, in pediatria ma anche in altri ambiti terapeutici: dalla riabilitazione per persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e di persone con autismo, alla riabilitazione fisioterapica, ai consulti psicologici e psichiatrici.

Il computer aiuta tantissimo a mettere il paziente in una situazione di tranquillità, è neutrale e non perde la pazienza, non è ironico né si arrabbia  riuscendo a placare l’ansia di essere giudicati che molti pazienti possono provare durante un percorso terapeutico.

La terapia online con i software e le televisite

La terapia online è simile a quella in presenza: grazie al software, il paziente prenota l’appuntamento con il fisioterapista, lo psicoterapeuta o altro professionista e al momento della visita il medico si mette in contatto utilizzando una piattaforma che permetta di potersi vedere e comunicare a distanza. 

Il consulto inizia con la raccolta delle informazioni: il professionista della salute mette a suo agio il paziente e lo invita ad esporre le sue ansie, preoccupazioni e i suoi disagi fisici o psicologici per poter fare un’anamnesi o valutare la situazione. Mentre il paziente parla, il professionista può comunque riuscire ad osservare i segnali non verbali per trarre delle conclusioni più precise. 

A questo punto, una volta inquadrata la situazione, il medico concorda una terapia con il paziente ed il terapista – nel caso di riabilitazione fisioterapica, logopedica o neuropsichiatrica, per esempio –  può, impostare un programma di esercizi spiegandone l’esecuzione e controllandone i risultati.

Ovviamente tutto ciò richiede impegno anche da parte del paziente che deve essere disposto a collaborare e seguire le indicazioni che il terapeuta indica.

I vantaggi della terapia a distanza

Gli ultimi mesi hanno portato alla luce i vantaggi della terapia a distanza. Primo fra tutti quello di non dover uscire di casa per limitare l’esposizione al virus Covid-19. Ma non è stato il solo. Tra gli altri vantaggi ricordiamo il monitoraggio di patologie croniche a distanza e la possibilità di nel tenere informato il medico sull’evoluzione clinica dei pazienti.

Gli Ambulatori Smart, grazie alla telelvisita, rendono la terapia più veloce e accessibile anche in zone lontane dalla struttura sanitaria, riducono i tempi di attesa e gli spostamenti, consentono il confronto multidisciplinare, evitano gli spostamenti e facilitano anche l’interazione di diversi specialisti, dislocati in varie strutture, su un unico caso.

Gestire un paziente fisioterapico o un bambino che segue la riabilitazione logopedica a distanza, per esempio, non è semplice come durante la visita in presenza. È comunque una soluzione di compromesso utile, quando la libertà di movimento è impedita dal contesto o dalle condizioni in cui si trova la persona.

Ogni paziente ha le sue problematiche, che possono essere comunicative, relazionali o motorie e ognuno ha bisogno del giusto approccio da parte del professionista, approccio che potrebbe non essere compatibile con il teleconsulto

Per quanto riguarda i limiti?

Abbiamo parlato di molti vantaggi, ma questo non significa che non ci siano anche delle problematiche che accompagnano il percorso riabilitativo a distanza. 

Il limite principale risiede nel fatto che non tutte le problematiche e non tutti i percorsi riabilitativi possono essere gestiti tramite software e video consulti: è uno strumento che si adatta bene a quei disturbi o in quelle fasi dove l’esercizio rappresenta la miglior scelta terapeutica ma bisogna anche pensare che persone meno avvezze al digitale – come anziani soli, persone che non hanno accesso a internet e bambini piccoli – difficilmente riuscirebbero a usufruire della terapia a distanza.

In ultimo, bisogna tenere in considerazione che la riabilitazione a distanza richiede da parte dei medici e dei terapisti lo sviluppo di competenze comunicative specifiche accompagnate da una solida preparazione tecnico-scientifica, proprio perché la comunicazione è mediata da uno schermo e non è possibile replicare esattamente le strategie della seduta in presenza

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