Smart Health: cos’è e come cambierà il lavoro di medici e professionisti della salute

La popolazione mondiale sta invecchiando. Secondo l’OCSE, nel 2050, il 21% di noi avrà più di 60 anni: 2,4 miliardi di persone anziane, molte delle quali avranno problemi di autosufficienza e malattie croniche.
In termini economici questo si tradurrà in un consistente aumento della spesa sanitaria pubblica. Cosa fare, oggi, per garantire cure e assistenza a tutti, domani? Una delle soluzioni possibili è investire nelle nuove tecnologie per la Sanità: la Smart Health.

Dopo aver visto come si è evoluta la sanità negli ultimi 40 anni, vedremo cosa significa Smart Health e quali implicazioni avrà sul modo di lavorare di medici, infermieri e professionisti della salute nei prossimi anni.

Smart Health: l’Internet of Things e l’Intelligenza Artificiale entrano in medicina

Smart Health tradotto letteralmente significa “Sanità intelligente”. Intelligente perché, grazie a sensori e dispositivi collegati ai pazienti, come braccialetti e orologi tecnologicamente avanzati, è possibile raccogliere dati sullo stato di salute delle persone e curarle, anche a distanza, anticipando le situazioni critiche molto prima che si verifichino.

E’ l’Internet delle Cose (Internet of Things) applicato alla medicina: oggetti dotati di sensori, che comunicano fra loro e con noi umani, raccogliendo e scambiando informazioni, per aiutarci a prevenire gli eventi, come un attacco di cuore o un malore o, ancora, aiutare lo staff medico a diagnosticare più rapidamente una malattia.
Questo è possibile grazie all’uso di algoritmi predittivi e all’Intelligenza Artificiale, che processano immense quantità di dati per anticipare eventi futuri.

Secondo un recente studio dell’Università di Nottingham, per esempio, l’intelligenza artificiale può prevedere con molta precisione un attacco di cuore o un ictus. O ancora, al TEDx di Boston del 2016, la professoressa Suchi Saria, Direttore del Laboratorio Machine Learning and Health della Johns Hopkins University, ha spiegato come il Machine Learning può salvare la vita delle persone, rielaborando i dati (Big Data) provenienti dal paziente, per diagnosticare la patologia molto prima di un medico:

Alcune tecnologie sono già disponibili, ne abbiamo parlato qui: Se il digitale entra in Sanità, la qualità della vita migliora: ecco perché

Con la piena realizzazione della Smart Health e dell’uso massiccio dei Big Data, quindi, la diagnosi sarà più veloce e di conseguenza aumenteranno le probabilità di sopravvivenza per il paziente, ma non solo.

Il lavoro quotidiano di medici e professionisti della salute è destinato a cambiare: le nuove tecnologie e l’uso dei sensori renderanno superflui alcuni controlli di routine in ambulatorio, vediamo perché.

Cambieranno luoghi e tempi di cura: telemedicina e “assistenti tecnologici”

Di telemedicina si parlava già 20 anni fa, quando l’OMS la definiva così:
“l’erogazione di servizi sanitari, quando la distanza è un fattore critico, per cui è necessario usare, da parte degli operatori, le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni al fine di scambiare informazioni utili alla diagnosi, al trattamento ed alla prevenzione delle malattie e per garantire un’informazione continua agli erogatori di prestazioni sanitarie e supportare la ricerca e la valutazione della cura”.

Oggi, medico e paziente comunicano già grazie ad Internet, via mail e con i servizi di messaggistica istantanea, ma la visita periodica di controllo è ancora fondamentale.

In futuro, il paziente con una malattia cronica indosserà un dispositivo “intelligente”, per esempio un orologio, che misurerà il suo battito cardiaco, la pressione, la temperatura corporea… registrandone le variazioni e inviando un segnale di allarme in caso di scostamenti. Con una App, il paziente leggerà queste informazioni direttamente sul suo Smartphone e anche il suo medico potrà visualizzarle da remoto, consigliandolo senza muoversi dall’ambulatorio.

Inoltre, sarà un software a ricordare al paziente quali medicine dovrà assumere e quando, gli darà consigli per mantenere uno stile di vita sano e lo aiuterà a prendersi cura di sé in autonomia, direttamente da casa, senza doversi spostare.

Per medici e professionisti significherà quindi avere meno code in sala d’attesa e meno controlli di routine, perché saranno “le macchine” ad acquisire i dati che oggi vengono raccolti “manualmente”, ma avranno anche più informazioni da gestire e analizzare.

La Sanità del futuro: la nostra salute sempre sotto controllo, dal grembo materno alla tomba

Ecco come potrebbe essere la Sanità del futuro secondo Innovate UK, l’agenzia per l’innovazione del Regno Unito:

Secondo Innovate UK l’intelligenza artificiale e la tecnologia intelligente potrebbero aiutarci a rimanere in salute in ogni fase della nostra vita, “dal grembo alla tomba”. I wearable device raccoglieranno i nostri dati sanitari per monitorare la nostra salute a mano a mano che invecchiamo.

La raccolta dei dati inizierà già nel grembo materno, per creare un “profilo di base” sullo stato di salute di ogni persona e fin da subito sarà possibile sapere se c’è una predisposizione per determinate malattie, e programmare quindi le cure molto prima che si manifestino.

Durante la crescita e l’invecchiamento saremo costantemente monitorati, i dati sanitari saranno sempre aggiornati e usati per anticipare l’insorgere di patologie.

Ma cosa succederà quando alla fine ci ammaleremo? Andare dal dottore sarà molto diverso rispetto ad oggi. Speciali scanner rileveranno le nostre condizioni di salute, dando a medici e infermieri le informazioni necessarie per curarci, in sostanza, liberandoli dalla raccolta di dati di routine, perché possano concentrarsi sugli aspetti in cui l’intervento umano è più necessario.

Utopia? La medicina moderna si sta muovendo in questa direzione, ma ancora siamo lontani dallo scenario proposto dall’agenzia britannica e c’è un aspetto cruciale da non sottovalutare: la sicurezza dei dati sanitari.

Più scambio di informazioni sensibili comporta più rischi per i dati sanitari

Chi lavora in Sanità sa bene quanto sia importante proteggere i dati dei propri pazienti.

Se in futuro il rapporto medico-paziente si baserà sullo scambio di quantità enormi di informazioni, la sfida tecnologica dei prossimi anni non sarà solo nelle modalità di cura, ma anche nella protezione delle informazioni più sensibili.

Fonti:
Ageing: Debate the Issues, OCSE, 2015
Artificial intelligence can accurately predict future heart disease and strokes, study finds, University of Nottingham, 2017


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