Aprire uno studio medico: quali sono i requisiti

Lo studio medico è un punto di riferimento per i pazienti, un luogo in cui il professionista sanitario può svolgere la sua professione in autonomia e senza intermediari. A differenza del poliambulatorio, dove l’apporto del medico è solo uno degli elementi di una complessa organizzazione di lavoro e servizi, nello studio medico il lavoro del professionista prevale rispetto ad ogni altro fattore produttivo.

Aprire uno studio medico però non è immediato perché, come in ogni altra struttura sanitaria, è necessario rispettare una serie di requisiti burocratici e amministrativi, e muoversi secondo la normative vigente.

Nelle scorse settimane abbiamo già visto come e quanto costa aprire un poliambulatorio, ma il discorso cambia con gli studi medici. Vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti necessari per avviarlo.

Come aprire uno studio medico privato e quali requisiti rispettare

Dal punto di vista normativo, le leggi a cui fare riferimento sono la n.517 del 1993 e la n.229 del 1999.

Dal punto di vista amministrativo, invece, lo studio medico non dovrebbe aver bisogno di una specifica autorizzazione perché, a differenza di ambulatori e poliambulatori, che sono strutture molto più complesse, in questo caso l’unico professionista coinvolto è il medico, che deve essere in possesso dell’abilitazione a svolgere la professione. 

Tuttavia, a seguito della riforma sanitaria del 1999, è stata introdotta la necessità di richiedere l’autorizzazione nei casi di: 

La definizione di precisi standard da rispettare è affidata alle regioni.

Ad esempio con la Legge Regionale n.51 del 05/08/2009, la Toscana individua quattro tipologie di studi soggetti ad autorizzazione: gli studi con prestazioni di chirurgia ambulatoriale, quelli che erogano prestazioni di endoscopia, gli studi odontoiatrici e quelli dove si effettuano prestazioni di diagnostica strumentale non complementare all’attività clinica, con refertazione per terzi.

Le normative 517/93 e 229/99, e le loro successive integrazioni, indicano poi una serie di procedimenti che ogni medico deve eseguire per aprire uno studio privato: 

Una volta accertato il rispetto di questi requisiti minimi e delle norme regionali, un medico può aprire un suo studio privato oppure uno studio associato insieme ad altri colleghi. 

Immobili e fiscalità

Aprire uno studio medico significa anche trovare il luogo adatto in cui lavorare. Infatti, oltre alle normative, una delle prime cose da fare è scegliere un’immobile: può essere un locale predisposto per usi commerciali oppure un’abitazione privata che può essere adibita a studio, purché sia a norma con il certificato di abitabilità, adeguata illuminazione e aerazione.

Non ci sono limiti di metratura, ma l’ambiente dovrà prevedere almeno una sala d’attesa ben arredata per il comfort dei pazienti, una stanza per effettuare le visite e servizi igienici accessibili a tutti. 

Dal punto di vista fiscale, il medico può affidarsi ad un commercialista che curerà il rapporto con il fisco. 

E per quanto riguarda il codice ATECO?

Si tratta di un codice che serve a classificare le attività economiche a fini fiscali e normativi, quelli che possono interessare gli studi medici sono i seguenti:

  1. 86.21.00 – Servizi degli studi medici di medicina generale (possono utilizzare questo codice anche i giovani medici neo-abilitati che fanno sostituzioni ai medici di famiglia, guardie mediche e altre attività di medicina generale)
  2. 86.22.01 – Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi
  3. 86.22.09 – Altri studi medici specialistici e poliambulatori (per medici specialisti in altre branche, non chirurgiche)

Cosa non è ammesso fare negli studi medici

All’interno degli studi medici non è ammesso tutto ciò che richiede anestesia totale, ricovero del paziente per più giorni o interventi da parte di medici specializzati.

Quindi all’interno dello studio medico non possono essere svolte operazioni chirurgiche, interventi odontoiatrici che necessitano di anestesia totale e procedure diagnostiche o terapeutiche invasive che richiedono forme di anestesia. Queste attività sono di competenza delle strutture ospedaliere, ambulatoriali e poliambulatoriali.

Per quanto riguarda gli orari di apertura e chiusura dell’attività, non ci sono obblighi di nessun tipo: essendo studi privati, sono i professionisti a decidere i propri orari di operatività. 

E dopo che hai aperto lo studio medico? Ottimizza il servizio con un software gestionale

La gestione di uno studio medico, per quanto piccolo possa essere, è complessa a causa dei tanti adempimenti amministrativi, delle visite da concordare, delle prescrizioni da redigere e degli obblighi di legge da rispettare.

Riuscire a dedicare il giusto tempo al paziente diventa sempre più difficile, ma per ottimizzare il servizio e riuscire a dare la giusta attenzione a tutti, esistono i software gestionali.

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