Il ruolo chiave dell’infermiere ambulatoriale e come gestirlo nel tuo poliambulatorio

Come in ogni struttura sanitaria complessa, anche all’interno di un poliambulatorio esiste una suddivisione dei compiti in base alle competenze dello staff: mentre i medici si occupano della parte tecnica e diagnostica e la segretaria si occupa dell’aspetto burocratico e gestionale della struttura, l’infermiere ha il ruolo di collaborare con i medici nella gestione dell’assistenza. Questa figura occupa un ruolo chiave all’interno dei poliambulatori perché unisce alle competenze tecniche e di cura, soprattutto quelle relazionali e l’empatia.

Durante la difficile situazione sanitaria causata dal Covid-19, gli infermieri hanno dimostrato l’importanza del loro ruolo, risultando tra le figure più richieste in questa delicata fase.

Il 12 maggio 2021 è la Giornata internazionale dell’infermiere, celebrata in tutto il mondo il 12 maggio di ogni anno per valorizzare il contributo degli infermieri nella società. La data non è casuale: il 12 maggio 1820 nacque Florence Nightingale considerata la fondatrice della moderna assistenza infermieristica.

In occasione di questo appuntamento annuale, abbiamo voluto dedicare un articolo al ruolo dell’infermiere in poliambulatorio e di come la sua figura sia fondamentale anche all’interno di questo tipo di struttura. 

Un po’ di storia: da Florence Nightingale alla professione di infermiere in Italia

200 anni fa nasceva Florence Nightingale, madre dell’Infermieristica moderna. Britannica, nata da una famiglia altolocata, trasformò il lavoro infermieristico in una professione scientifica, fondando anche una scuola per infermieri a Londra.

Tra le citazioni attribuite a Nightingale ricordiamo questa “Il primo requisito di un ospedale dovrebbe essere quello di non far del male ai propri pazienti” che dipinge molto bene la situazione degli ospedali di fine ‘800.

Nello stesso periodo, in Italia, l’assistenza infermieristica ospedaliera non era altrettanto all’avanguardia. Le condizioni di lavoro, la qualità e l’organizzazione dell’epoca erano scarse, a denunciarlo fu Anna Celli (1878-1958), infermiera tedesca che, seguendo l’esempio di Nightingale lottò per la professionalizzazione dell’assistenza infermieristica.

Durante l’epoca fascista nacquero in Italia le prime scuole per infermiere – riservate alle donne e con obbligo di internato – e solo all’inizio degli anni ‘70 la Legge n.124 del 25 febbraio 1971 aprì la carriera infermieristica anche agli uomini.  

La figura dell’infermiere e il suo ruolo nei poliambulatori

La figura dell’infermiere viene identificata per la prima volta quale operatore sanitario nel 1994 con il DM 739/94 “Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’infermiere”

Da allora, l’infermiere assume il ruolo di professionista sanitario acquisendo, di conseguenza, l’onere della responsabilità giuridica del proprio operato, che può essere di natura penale, civile e disciplinare.

Grazie al DM 739/94 si individua anche il potenziale operativo dell’assistenza infermieristica: il comma 2 dell’Articolo 1, afferma che “l’assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa, è di natura tecnica, relazionale, educativa. Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l’educazione sanitaria”.

Il ruolo principale dell’infermiere all’interno del poliambulatorio è quello di eseguire prestazioni sanitarie su richiesta del medico o del professionista: possono essere somministrazioni di terapie, prelievi, medicazioni, utilizzo di macchinari diagnostici e così via.

Gli infermieri hanno grandi capacità di adattamento a situazioni diverse dal punto di vista delle prestazioni da fornire e hanno maggiore autonomia e responsabilità rispetto ad altri membri dello staff della struttura.

L’infermiere ha, inoltre, un ruolo di mediazione tra il medico e l’assistito – e dei suoi caregiver – per far conoscere i vantaggi e i benefici delle terapie suggerite, oppure per dare conforto in alcune situazioni particolarmente stressanti per il paziente.

È il loro stesso codice deontologico a riportare che “il tempo di relazione è tempo di cura” per chi ha scelto la professione infermieristica. 
Collaborando attivamente con gli altri membri dello staff, gli infermieri aiutano quindi il poliambulatorio a mantenere un servizio efficiente che metta al centro il paziente, seguendolo in ogni fase del patient journey, assistendolo con calma e pazienza e supportandolo con empatia e professionalità.

“Apprensione, incertezza, attesa, aspettative, paura delle novità, fanno a un paziente più male di ogni fatica.” – citazione attribuita a Florence Nightingale.

Le competenze dell’infermiere ambulatoriale

Le mansioni che più frequentemente si trova a svolgere nella sua attività di assistenza sanitaria possono essere così sintetizzate:

Tutti questi compiti richiedono un’elevata preparazione, oltre a un’alta capacità di comunicazione, sia nei confronti dei pazienti che dei colleghi, e alla capacità di lavorare in situazioni stressanti e in team.

Come aiutare gli infermieri a svolgere al meglio le loro mansioni? Con l’aiuto dei software gestionali

L’infermiere ha quindi un ruolo molto importante all’interno del poliambulatorio, ma il suo lavoro può essere alleggerito con l’utilizzo di sistemi informatici: ad esempio, utilizzando software gestionali per reperire rapidamente le cartelle cliniche, consultarle e condividerle con i medici. I supporti informatici aiutano anche a rendere più semplice la gestione dei turni di lavoro, gli appuntamenti e le code all’interno della struttura. 

L’utilizzo di strumenti online è un aspetto molto importante e da non trascurare, perché può alleggerire di molto non solo la pressione che spesso grava sugli infermieri – che devono destreggiarsi tra mille mansioni – ma anche degli altri membri dello staff e della segreteria e, contemporaneamente, permettere al poliambulatorio di affinare e rendere sempre più efficienti i propri servizi. 

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