Sanità Digitale: professioni sanitarie e competenze digitali del futuro (non troppo lontano)

Il lavoro del medico non è più quello di una volta. Cartella Clinica Elettronica, ricetta dematerializzata, invio delle spese sanitarie per il 730 precompilato… la Sanità è sempre più Digitale, e chi ha scelto di votarsi alla cura dei pazienti, oggi, deve confrontarsi con nuove competenze da acquisire, soprattutto tecnologiche. È sicuramente più dura per chi pratica da molti anni, ma anche per tanti giovani medici e professionisti questo “obbligo alla digitalizzazione” è visto come un peso. In fondo, hanno scelto di laurearsi in Medicina, Odontoiatria, Fisioterapia… non in Informatica!

Ma ribaltando la prospettiva, forse, migliorare le proprie conoscenze ICT può trasformarsi in un vantaggio, perché Sanità Digitale significa anche risparmiare tempo in attività di routine, dare più attenzione e comprensione ai propri pazienti e organizzare la quotidianità con meno affanni.

Vediamo, quindi, quali sono le competenze digitali richieste ai professionisti sanitari di domani e quali indicazioni arrivano dall’Unione Europea per colmare il divario tra competenze digitali reali e quelle necessarie per la piena digitalizzazione della Sanità.

In Europa siamo “poco digitali”, in Italia ancora meno

Secondo recenti stime della Commissione Europea:
– il 44% della popolazione in Europa ha competenze digitali insufficienti e 73 milioni di persone non hanno alcuna competenza digitale
– il 37% della forza lavoro ha competenze digitali insufficienti e 26 milioni di lavoratori non hanno alcuna competenza digitale
In Italia, queste percentuali sono ancora più basse.

Ed il settore sanitario? Stanno crescendo i posti di lavoro, ma non le competenze ICT.

Competenze digitali e professioni sanitarie: cosa dicono le statistiche?

Le statistiche europee ci dicono che, ad oggi, nell’UE ci sono 18,6 milioni di operatori sanitari e assistenziali, che rappresentano l’8,5% della forza lavoro totale e sono coinvolti in diverse attività per promuovere stili di vita sani, prevenzione, diagnosi e cura. È un numero in continua crescita: tra il 2008 e il 2016 c’è stato un aumento del 13% che ha portato alla creazione di 2,1 milioni di posti di lavoro, in particolare tra i medici. Si prevede che questa crescita continuerà e che tra il 2015 ed il 2025, i posti di lavoro in più, in questo settore, saranno circa 1,8 milioni (+ 7,8%).

Ma sul fronte delle competenze digitali c’è ancora molto da fare.

Prima di tutto perché anche la “forza lavoro sanitaria” sta invecchiando rapidamente: tra il 2008 e il 2016, la percentuale di persone con più di 50 anni è cresciuta dal 27,6% al 34,1%. Non sono nativi digitali e senza formazione continua, per loro è più difficile apprendere nuove competenze in campo ICT.

Inoltre, dagli studi dell’Organizzazione mondiale della Sanità relativi agli ultimi 5 anni, risulta che gli investimenti in formazione del personale sanitario sono stati insufficienti e che ad ostacolare ulteriormente la diffusione di nuove competenze digitali è la reticenza del personale (73% degli operatori sanitari), che si oppone all’uso di nuovi metodi di cura che prevedono l’introduzione di tecnologie sanitarie.

Per approfondire il Rapporto della Commissione europea del 2017 (in inglese): State of Health in the EU Companion Report 2017

Quali competenze servono ad un operatore sanitario?

Quelle che rendono più rapido e semplice il suo lavoro quotidiano, lo aiutano a dedicare più tempo al paziente e meno alla burocrazia, come la capacità di usare:

  1. i sistemi di refertazione vocale e i software di trascrizione, che aiutano medici e professionisti sanitari a migliorare il dialogo con il paziente, perché scrivere referti è molto più rapido e, in più, se il software è dotato di un traduttore, è più semplice comprendere anche i pazienti che parlano altre lingue, senza che sia necessaria la presenza di un interprete
  2. la Cartella Clinica Elettronica e software per l’amministrazione dei pazienti, che li aiutano a raccogliere e archiviare tutte le informazioni sul paziente, dalla diagnosi alla terapia, dai trattamenti prescritti alle medicine assunte nel tempo, e a tenere sotto controllo appuntamenti, liste d’attesa e adempimenti burocratici
  3. “patient monitoring systems”, i sistemi di monitoraggio dei parametri vitali del paziente attraverso sensori: sono dispositivi collegati al paziente che misurano temperatura, frequenza respiratoria, pressione sanguigna e altri parametri, e li inviano ad un computer, che li elabora in tempo reale per verificare che non vi siano problemi

Non c’è Sanità Digitale se medici e professionisti della salute non hanno tutte le competenze digitali necessarie

Queste competenze digitali, però, spesso non fanno parte del percorso di studio e formazione.
Secondo la Commissione Europea è necessario un cambio di mentalità: le materie ICT devono entrare nel percorso di studi dei futuri medici e professionisti della salute, insieme agli insegnamenti “tradizionali” come anatomia, fisiologia, biochimica… e nel percorso di formazione continua, come l’ECM.

Questo cambiamento nella formazione dev’essere accompagnato da una diversa visione della professione sanitaria, perché le stime dell’OCSE sull’invecchiamento della popolazione mondiale e l’aumento di malattie croniche parlano chiaro: fra pochi decenni avremo molte persone anziane con malattie croniche, che non potranno essere curate come stiamo facendo oggi. La Smart Health è la strada tracciata da Governi e istituzioni per garantire assistenza sanitaria a tutti e l’unico modo perché si realizzi è che operatori sanitari e medici abbiano le competenze digitali necessarie.

Fonti:

The impact of ICT on job quality: evidence from 12 job profiles – An intermediate report from the study “ICT for work: Digital skills in the workplace – SMART 2014/0048”
Le competenze digitali per le future professioni sanitarie: investimento necessario in un sistema in continua evoluzione , Sanità 24, Il Sole24ore, gennaio 2018
The EU*US eHealth Work Project: Measuring, Informing, Educating and Advancing a Skilled eHealthWorkforce , Health & Ageing Sector Investment, European Fundsand Human Resources: the Post 2020 Perspective, Rachelle Blake, Rome, Italy18-19 January 2018
State of Health in the EU – Companion Report 2017

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