Ricetta dematerializzata ai tempi del Covid-19

Per far fronte all’emergenza Covid-19 e limitare la diffusione del virus sono stati compiuti altri passi in avanti nella Sanità Digitale, con la dematerializzazione del codice di promemoria della ricetta elettronica.

Infatti l’Ordinanza dello scorso 19 marzo 2020 della Protezione Civile n. 651 ha disposto il superamento della stampa del promemoria cartaceo da parte del medico prescrittore. In questo modo non occorre passare dal medico per ritirare il promemoria con il codice della ricetta sanitaria (NRE) necessario per ritirare i farmaci prescritti in farmacia, evitando uscite superflue e assembramenti. 

In linea con quanto fatto finora sul fronte della ricetta elettronica

Ricetta dematerializzata e FSE: cos’è stato fatto fino ad oggi

Rispetto a molti Paesi  l’Italia è piuttosto indietro nella digitalizzazione. Entrando nel merito della Sanità Digitale, è utile ricordare che, quando parliamo di ricetta elettronica non parliamo di un servizio nuovo, ma di un servizio che dal 2011 sostituisce la tradizionale ricetta rossa del medico e che nasce con lo scopo di rendere sincrone tutte le attività di prescrizione da parte del medico e di erogazione da parte della farmacia eliminando progressivamente i supporti cartacei.

Il procedimento è piuttosto semplice: il medico riceve una serie di numeri (NRE) – che sostituiscono i vecchi blocchi di ricette cartacee e per prescrivere un farmaco accede al sistema di riferimento, si identifica ed effettua la prescrizione on line utilizzando uno degli NRE a lui assegnati, a cui associa il codice fiscale dell’assistito. Infine, con un semplice click, confermerà la generazione della ricetta elettronica sul server di SOGEI.

A questo punto il medico stampa e consegna al paziente un “promemoria” che riporta NRE, codice fiscale, eventuali esenzioni e prescrizione. Con l’Ordinanza, però, quest’ultimo passaggio cambia. 

Cosa cambia con il Covid-19

Lo stato di emergenza da Covid-19 porta alla completa dematerializzazione della ricetta elettronica.

Cosa è cambiato quindi rispetto all’iter a cui eravamo abituati? Per ridurre al minimo le uscite e gli affollamenti in strada e negli ambulatori, ora è possibile per ciascun paziente chiedere al proprio medico la trasmissione del promemoria senza stamparlo o ritirato in ambulatorio.

Le modalità per ottenere il promemoria dematerializzato o il NRE viene specificato nella pagine del Ministero della Salute e può avvenire in questi modi:

Anche attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico, è possibile trovare la ricetta, scaricarla sul computer, stamparla e portare la prescrizione in farmacia.

Una volta in possesso del codice, il paziente potrà  recarsi immediatamente in farmacia per acquistare i medicinali, avendo cura di portare con sé soltanto la tessera sanitaria. A quel punto il farmacista potrà:

E per le visite mediche urgenti?

Purtroppo ci sono alcune visite mediche che non possono essere rimandate e alcune prescrizioni necessitano di un controllo da parte dello specialista prima di poter essere erogate. La soluzione è l’Ambulatorio Smart che in Gipo abbiamo messo a punto per permettere alle persone di parlare da remoto i propri medici e ricevere le cure adeguate anche in tempo di distanziamento sociale. Grazie all’Ambulatorio Smart, infatti, il medico contatta il paziente tramite dispositivi come  Tablet, Computer o Smartphone per la visita medica, refertando e consegnando l’eventuale prescrizione farmacologica. Il tutto da remoto grazie all’App MyGipo – integrata con l’intero ecosistema GIPO – che permette di gestire medici, pazienti e ambulatorio in maniera integrata.

Cosa succederà alla fine dell’emergenza

Quando sarà decretata la fine dello stato di emergenza, le disposizioni dell’Ordinanza perderanno efficacia, lasciando il posto al DM del 25 marzo 2020, che estende l’utilizzo della ricetta elettronica: 

Tuttavia ancora non sappiamo quando usciremo dallo stato di emergenza e per una completa attuazione delle disposizioni dovremo attendere l’emanazione del decreto ministeriale.

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