4 innovazioni che ci hanno aiutato nella lotta contro il Covid-19

Ciò che ha caratterizzato gli ultimi mesi della nostra vita è stato sicuramente il desiderio di trovare il modo di superare la pandemia e poter ricominciare a vivere una normale quotidianità. Nonostante sia stato un periodo molto difficile per l’Italia e per il resto del mondo, durante la quarantena abbiamo assistito all’emergere di una grande quantità di innovazioni che ci hanno permesso di andare avanti, anche grazie alla tecnologia. Un’ulteriore dimostrazione di quanto il potenziale della tecnologia non sia ancora sfruttato pienamente e di quanto può aiutare le nostre vite.

Vediamo insieme 4 innovazioni che ci hanno aiutato a contrastare la pandemia negli ultimi mesi.

1. App di monitoraggio

Tra gli strumenti proposti per controllare la diffusione del Covid-19 c’è l’utilizzo di apposite App di geolocalizzazione che monitorano gli spostamenti delle persone infette. L’idea, nata in Corea del Sud, che da inizio pandemia si è subito attivata per rispondere con forza al virus, si è diffusa in molti Paesi del mondo.

L’App coreana in realtà non è una novità, esisteva già una versione precedente del 2015 creata per l’epidemia da Mers. Si chiama Corona 100m e il suo funzionamento è molto semplice: l’app invia messaggi di alert alla popolazione sul comportamento da adottare contro l’epidemia e traccia gli spostamenti in maniera tale da poter capire dove sono state le persone contagiate, con chi sono entrate in contatto e quali attività svolgevano. 

Il modello Coreano è stato lodato perché è riuscito a contenere l’epidemia grazie ad un tamponamento a tappeto della popolazione a cui si è unita l’App di tracciamento. 

Anche in Italia, sulla scia del modello coreano, è stata sviluppata una ’App – Immuni- che può essere utile, in questo momento di ripartenze, a consentire una rapida individuazione di possibili nuovi focolai, permettendo al contempo un altrettanto rapido intervento per evitare una nuova diffusione del virus.

2. Additive manufacturing: stampa 3D delle valvole per i respiratori

Innovazione tutta italiana è stata l’idea di usare l’additive manufacturing – un processo impiegato per fabbricare oggetti partendo da modelli 3D computerizzati –  per produrre le valvole necessarie a far funzionare i respiratori polmonari, senza il quale molti malati di Covid non sarebbero sopravvissuti.

Normalmente la costruzione di un respiratore polmonare da parte delle industrie specializzate che posseggono il prototipo richiede molti giorni. Per fortuna, l’ingegno e la tempestività della start-up bresciana Isinnova, specializzata nella manifattura additiva, ha permesso di riprodurre in 24 ore un centinaio di valvole necessarie per far funzionare i respiratori polmonari, ormai terminati all’ospedale di Chiari (Brescia) e di cui c’era un disperato bisogno.

Un’idea che è riuscita a salvare tantissime vite e che è stata realizzata non per il guadagno della start up, ma per dare aiuto al proprio Paese in un momento di difficoltà. Infatti sono stati tanti gli ospedali che hanno richiesto il file 3d del progetto, che però Isinnova non ha potuto divulgare, perché non è proprietaria del prototipo della valvola, dando però la sua completa disposizione per fabbricare le valvole a qualsiasi ospedale ne abbia bisogno.

3. Ambulatorio Smart e televisite

Il lockdown e il distanziamento sociale in tempi di Covid-19 hanno avuto gravi ripercussioni sulle aziende e le persone. La quarantena è durata per moltissime settimane e alcuni non potevano permettersi di interrompere consulti medici e terapie. Ma come riuscire a visitare chi ne ha bisogno senza compromettere la sicurezza di medico e paziente? Cono l’Ambulatorio Smart, che ha permette a medici e terapisti dei poliambulatori di poter assistere i pazienti da remoto attraverso la televisita e allo staff di gestire il suo back office in smartworking.

4. Robot infermieri nelle corsie

Tra le tante innovazioni che abbiamo visto prendere vita durante l’epidemia, quella più sorprendente è scaturita dall’unione di robotica e medicina: in numerosi ospedali di tutto il mondo sono stati introdotti robot infermieri per svolgere compiti come lo screening mediante termometri, la disinfezione delle superfici o la consegna di medicinali alle persone in isolamento, prendendo il posto del personale ospedaliero.

Grazie all’utilizzo di questi robot è stato possibile evitare che il personale sanitario entrasse in contatto con i malati e allo stesso tempo si è riusciti a mettere in contatto familiari e pazienti in isolamento: la dimostrazione di come la tecnologia possa essere una buona opportunità per la medicina del futuro e di come i robot – che sono capaci non solo di processare dati ma anche di muoversi e maneggiare oggetti – potrebbero affiancare il personale sanitario in tante mansioni o automatizzare alcuni servizi sanitari.

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