Intelligenza Artificiale e Sanità Digitale: nasce il Manifesto per una sanità “intelligente”

Ottobre 2017. Nasce il Manifesto per una sanità “intelligente”. Rappresentanti di imprese, istituzioni, esperti e società civile si sono riuniti per confrontarsi sulle principali implicazioni dell’Intelligenza Artificiale applicata alla Sanità.

Cosa dice il Manifesto e perché oggi è necessario riflettere sul tema tecnologia e salute?
Le risposte nei prossimi paragrafi.

Prevenzione, diagnosi precoce, cure tempestive: l’Intelligenza Artificiale incontra la Sanità

Cos’è l’Intelligenza Artificiale (IA)? Una delle definizioni proposte dal mondo scientifico e accademico è questa: “una scienza che si occupa di come creare sistemi informatici in grado di eseguire compiti che normalmente richiedono l’intelligenza umana. Si tratta di sistemi in grado di imparare, inglobare una mole immensa di informazioni e di interagire in linguaggio naturale” (fonte: Manifesto per una sanità “intelligente”).

Sono macchine intelligenti in grado di risolvere problemi, anche complessi, ed uno degli ambiti di applicazione in cui l’IA può dare un grande contributo è la Sanità: Smart Health.
Questi sistemi raccolgono e analizzano velocemente grandi quantità di dati (Big Data) per aiutare medici e operatori sanitari a prendere decisioni sulla base di informazioni rilevanti e disponibili in poco tempo, a costi contenuti.

L’applicazione su vasta scala dell’Intelligenza Artificiale in ambito sanitario renderà gli ospedali più efficienti, ridurrà l’assistenza ospedaliera perché i pazienti saranno curati a casa e da remoto (telemedicina), ridurrà i costi di ricerca e sviluppo di nuovi farmaci.

I progressi della Sanità Digitale e la nascita del Manifesto

Il progresso tecnologico sta trasformando la nostra vita ed il settore sanitario è pienamente coinvolto in questo cambiamento. Quindi, è arrivato il momento di riflettere sull’Intelligenza Artificiale e sulle sue implicazioni sul sistema Sanità.

È per questo che, nei mesi di luglio e settembre 2017, rappresentanti delle nostre istituzioni, imprese, esperti e società civile si sono riuniti in un Tavolo di lavoro per confrontarsi sulle principali questioni economiche, culturali, etiche e giuridiche che riguardano l’Intelligenza Artificiale applicata alla Sanità.

Il risultato di questo lavoro è il Manifesto per una sanità “intelligente”, presentato a ottobre 2017: 8 punti per accompagnare “il Paese nella sfida della sanità digitale, e far sì che l’Italia possa cogliere tutti i numerosi benefici che derivano dall’impiego di soluzioni di AI”.

Gli 8 punti del Manifesto per una sanità “intelligente”

1) “L’accesso all’innovazione è parte integrante del diritto alla salute, sancito costituzionalmente.”
I sistemi di Intelligenza Artificiale cambieranno il modo in cui si pensa alla diagnosi e alla cura delle malattie, con conseguenti benefici per medici, pazienti e SSN, ma perché tutti possano goderne, è necessario aprirsi alla modernizzazione della salute, “guardare al nuovo in un’ottica costruttiva”.

2) “È necessario raggiungere il completamento della digitalizzazione della sanità italiana in tempi rapidi come base per l’implementazione di soluzioni AI.”
Il processo per la Sanità Digitale non è ancora completo e le azioni necessarie per arrivare al pieno compimento sono due: da un lato, realizzare le misure previste dal Governo, come l’attuazione del Patto per la Sanità Digitale e l’implementazione del Fascicolo Elettronico Sanitario, dall’altro favorire l’interoperabilità dei sistemi regionali, sia tecnologica che organizzativa nell’erogazione dei servizi sanitari.

3) “L’intelligenza artificiale può rivestire un ruolo fondamentale nel rapporto quotidiano tra cittadini e Pubblica amministrazione, migliorando la qualità e l’efficienza di quest’ultima anche in ambito sanitario. Le nuove possibilità offerte dall’intelligenza artificiale possono ridisegnare un nuovo rapporto tra Stato e cittadini, in cui semplificazione, informazione e interazione vanno a consolidarsi”
Perché questo sia possibile ogni amministrazione deve adeguare le infrastrutture e le competenze interne per rendere i servizi digitali più accessibili e facili da utilizzare, così che il rapporto con i cittadini sia più semplice e trasparente.

4) “La conoscenza è la chiave per affrontare il nuovo e beneficiarne. Occorre promuovere campagne per una corretta informazione sull’AI per favorire la consapevolezza delle opportunità correlate che rendano il cittadino parte attiva delle politiche che lo riguardano.”
Sanità, istruzione e comunità locali devono collaborare insieme per informare correttamente i cittadini su come vengono analizzati e protetti i dati utilizzati.

5) “Il ruolo del medico deve restare centrale nell’implementazione dell’AI, nessuna macchina lo sostituirà. Il rapporto medico-paziente è fondamentale nel processo assistenziale e l’AI lo rafforza.”
La tecnologia non sostituirà l’operatore sanitario, anzi, velocizzerà l’acquisizione di informazioni per dargli più tempo per dedicarsi ai suoi pazienti, e la responsabilità delle scelte resterà sua, non sarà demandata alla macchina.

6) “Privacy, sicurezza e protezione dei dati personali rappresentano dei punti fermi in qualsiasi campo, soprattutto in un ambito delicato come la salute.”
Al legislatore spetta il compito di coniugare la tutela dei diritti e l’accesso ad una sanità di qualità e sempre più all’avanguardia. È necessario creare un sistema trasparente in grado di far capire le enormi potenzialità dell’Intelligenza Artificiale e far sì che le persone facciano scelte consapevoli, perché adeguatamente informate.

7) “È di prioritaria importanza creare le competenze del futuro che, proprio grazie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, potranno offrire grandi opportunità di occupazione.”
Non solo creare nuove figure professionali, ma soprattutto formare quelle già esistenti, rendere omogeni formazione e aggiornamento continuo sulle competenze digitali in Sanità nelle Università, Aziende Sanitarie e IRCCS. Fondamentale è la conversione del personale sanitario all’informatica, per rendere le professioni sanitarie più complete affinché acquisiscano ampie competenze di cybersecurity, legali, cliniche, tecnologiche validate e certificate da enti terzi. Sono necessari anche atti d’indirizzo nazionali (Conferenza Permanente Stato Regioni, Ministero della Salute, MIUR) per far sì che nel dossier formativo del professionista della salute sia prevista una parte obbligatoria relativa alla Sanità Digitale.

8) “È indispensabile, in ogni caso, promuovere un monitoraggio costante del mercato del lavoro in ambito sanitario, per assistere nel migliore dei modi il Servizio Sanitario Nazionale e i suoi operatori nella profonda trasformazione in atto”
Secondo diversi studi il consolidarsi dei sistemi di Intelligenza Artificiale trasformerà l’occupazione, non la ridurrà. In Sanità questo rischio sembra minore perché le macchine non sostituiranno ma saranno complementari agli operatori della salute, per aiutarli a svolgere più efficacemente il loro lavoro. Tuttavia, col tempo, alcune posizioni lavorative potrebbero diventare obsolete e quindi sarà necessario adottare politiche attive ed un sistema di welfare che sostenga le fasce meno qualificate della forza lavoro.

Leggi il per intero il Manifesto per una sanità “intelligente”

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