Sanità Italiana: sinergia tra pubblico e privato per migliorare il SSN

Sanità pubblica o sanità privata? Che la relazione fra i due “sistemi” – pubblico e privato – non debba essere necessariamente in contrapposizione è cosa nota già dai primi anni Novanta; quando furono avviate alcune sperimentazioni e innovazioni gestionali con l’obiettivo di usare le conoscenze ed il know-how del privato per contribuire ad una maggiore efficacia, efficienza ed economicità del pubblico.

Da allora la complessità e le criticità a carico del Sistema Sanitario Nazionale si sono aggravate. Poche risorse, l’invecchiamento della popolazione e delle malattie croniche, la situazione del personale sanitario sempre più sotto stress – spesso vittima del burnout, e sottodimensionato – impongono una riflessione. Una di queste è la possibilità di sfruttare la sinergia tra pubblico e privato. Una possibilità oggetto di un recente studio che ha indagato i risultati ottenuti da alcuni soggetti a gestione mista pubblico-privata operativi dai primi anni ’90.

Gestione pubblico-privato in Sanità, uno studio

Lo studio “La gestione pubblico-privato in Sanità Modelli di sperimentazioni e innovazioni gestionali a confronto” condotto da Promo PA Fondazione e promosso dalla Clinica di Riabilitazione Toscana di Terranuova Bracciolini (sul sito il link al documento dell’indagine) si è incentrato sulle sperimentazioni avviate negli anni Novanta – alcune delle quali ormai a regime, perché la fase sperimentale si è conclusa – ed è stato presentato lo scorso giugno a Roma, presso l’istituto Superiore di Sanità.
Negli anni ’90 sono state avviate 57 Sperimentazioni Gestionali. Di queste, 44 hanno concluso la fase sperimentale ed ora stanno lavorando a regime. Da allora, rileva lo studio presentato a Roma, le soluzioni organizzative e le scelte adottate nelle varie regioni italiane sono state molto diverse fra loro, con 14 casi di successo: realtà a forma mista pubblico-privata, che hanno saputo coniugare efficienza, risultato e servizi di qualità.

Nonostante questo, la gestione mista tra pubblico e privato non è stata accolta da tutti con favore e il dibattito tra Sanità pubblica e Sanità privata è ancora aperto. Per esempio, Secondo l’Osservatorio sulla Salute nelle Regioni italiane dell’Università Cattolica del Sacro cuore – che dipinge un’Italia a due velocità per la presenza di un divario che si ripercuote direttamente sulle aspettative di vita e sulle possibilità di accedere ai servizi sanitari – la soluzione al problema non deriva dall’adozione di un nuovo modello e dall’apertura ad attori privati, ma dal lavoro sulla prevenzione, i corretti stili di vita e da una migliore distribuzione delle risorse.

Più sanità e meno economia dunque?

Gruppo di persone davanti a una bacheca

Efficacia, efficienza, economicità: esempi di applicazione per poliambulatori e studi medici

Quando i princìpi economici entrano in settori in cui la priorità non è principalmente economica, può crearsi uno scollamento. A volte ci si interroga su cosa privilegiare: il contenimento dei costi o la salute? Non spetta a noi rispondere, ma può valere la pena rammentare alcuni dei princìpi cardine dell’Economia che, se applicati con criterio e giustizia, possono essere di aiuto nella riduzione degli sprechi e nell’orientare risorse scarse là dove serve.

Sono efficacia, efficienza ed economicità: princìpi che possono essere calati anche in contesti di piccole dimensioni, come poliambulatori e studi medici.

1) Efficacia

È la capacità di raggiungere con successo gli obiettivi prefissati. Ad esempio, in ambito sanitario, un obiettivo potrebbe essere ottenere un buon grado di soddisfazione dei pazienti: il poliambulatorio o lo studio medico che si impegnano perché i loro pazienti apprezzino il servizio è un indicatore di efficacia. Essere efficaci, però, non significa necessariamente essere efficienti.

2) Efficienza

È la capacità di usare le risorse disponibili in “maniera economica”. Ad esempio, date le risorse a disposizione, il poliambulatorio o lo studio medico che puntano ad aumentare il grado di soddisfazione dei pazienti potrebbero prendere decisioni non sempre efficienti, perché troppo costose in termini di tempo o di spesa. Mantenere un’agenda appuntamenti cartacea, invece che adottare una più rapida agenda digitale e limitarsi alla telefonata invece che inviare un promemoria al via SMS per ricordare al paziente che la prossima visita è vicina, sono esempi di scelte non sempre efficienti. In questi casi, infatti, le risorse di tempo e produttività della segreteria vengono “allocate” – per usare un termine tipicamente aziendale – verso attività che possono essere automatizzate grazie agli applicativi informatici e ai software gestionali.

3) Economicità

È la capacità di usare in modo efficiente ed efficace le risorse a disposizione. Per tornare al nostro esempio, se l’obiettivo è aumentare il grado di soddisfazione dei pazienti, la struttura sanitaria può decidere di automatizzare alcune attività di routine e a bassa complessità, ma molto importanti per i pazienti – la prenotazione online delle visite, l’invio di promemoria SMS o via mail, i pagamenti ed il ritiro di referti ed esami – lasciando allo staff di segreteria i compiti più complessi, dove una buona comunicazione e la relazione sono indispensabili. Attività che non possono essere delegate ad un computer.

La cura deve essere il primo cardine di una struttura sanitaria, ma è importante considerare che alcune scelte possono fare la differenza anche nei costi e nel servizio.
Dematerializzazione documentale, Cartella Clinica Elettronica, Fascicolo Sanitario Elettronico, Gestionali in Cloud sono esempi di soluzioni snelle, che riducono la spesa di produzione e conservazione di referti ed esami, che coniugano efficacia, efficienza, economicità senza limitare la qualità nella cura dei pazienti.

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