Covid-19. Com’è cambiata la nostra vita (sanitaria) negli ultimi mesi?

La diffusione della pandemia da Coronavirus ha cambiato radicalmente tanti aspetti della vita quotidiana delle persone in tutto il mondo. Per quasi due mesi in Italia ci siamo trovati in una condizione inedita, quella della quarantena, e nell’impossibilità di muoverci liberamente da casa per svolgere tutte le attività di routine. Dal supermercato alla farmacia, ci è stato richiesto di adattarci a nuove regole di comportamento per tutelare la salute collettiva che, probabilmente, continueranno ad essere parte della quotidianità finché non sarà possibile curare il Covid-19.

In questa fase molto delicata, un supporto e uno strumento fondamentale è stato Internet. Grazie alla rete, infatti, è stato possibile accedere a servizi e informazioni che prima non esistevano o erano poco conosciute. Anche la sanità, che già si muoveva lentamente sulla vita della digitalizzazione, ha avuto modo di valorizzare alcune iniziative già adottate sia a livello pubblico, come il Fascicolo Sanitario Elettronico, che a livello privato.

Esistono, e lo vedremo anche in questo articolo, molti servizi a disposizione di ambulatori e medici che, grazie alla tecnologia, permettono di continuare a garantire la vicinanza ai pazienti. Si è scoperto, di fatto, che i cittadini sono pronti a fruire di servizi direttamente dallo smartphone: vediamo, dunque, quali sono questi cambiamenti e quali le opportunità per la sanità che torneranno utili anche dopo la fine dell’emergenza.

Covid-19 e digitalizzazione della sanità

Fascicolo Sanitario Elettronico, PharmaApp, video visita: erano diversi i servizi di sanità digitale già a disposizione di molti cittadini, tuttavia prima dell’emergenza Covid-19 pochi sapevano della loro esistenza e ancor meno li utilizzavano con costanza. La Quarantena ha modificato le carte in tavola e ha sollevato alcune questioni che, grazie alla tecnologia, si potevano risolvere a partire, per esempio, dal domandarsi come ottenere una ricetta medica per una terapia senza doversi recare dal proprio medico di base.

Tuttavia, durante questi ultimi mesi, sono state prese delle decisioni in più nell’ottica di aiutare i cittadini. Per esempio, nell’ordinanza n.651 del 19 marzo 2020 della Protezione Civile, si autorizzano medici, farmacie, imprese del settore e Regioni a “superare il promemoria cartaceo della ricetta, considerata la necessità di garantire la piena funzionalità dei servizi di comunicazione elettronica su tutto il territorio nazionale, al fine di assicurare il lavoro agile per ridurre la mobilità sul territorio dei cittadini lavoratori.” Di fatto, è diventato possibile acquistare farmaci con ricetta senza doverla ritirare fisicamente dal medico. Una comodità molto apprezzata e che era già possibile, per chi avesse attivato il FSE, ma che così è diventata un’esperienza decisamente più condivisa

È stata potenziata anche la comunicazione medico/paziente a distanza, con piccole consulenze (dove possibile) svolte al telefono oppure in video. E le stesse farmacie si sono attivate sia per potenziare l’attività di informazione sul territorio sia per agevolare l’ordinazione, le richieste di disponibilità e le domande in maniera digitale.
Se, dunque, l’emergenza ha preparato e abituato in parte i cittadini a rivolgersi alla rete per attività che, prima, venivano fatte soltanto di persona, è altrettanto vero che la strada della digitalizzazione della sanità e della transizione verso l’e-health è ancora lunga da percorrere e irta di ostacoli. Tuttavia ci sono alcuni servizi che un poliambulatorio o un medico può attivare in questo periodo che torneranno utili anche in futuro. Ecco quali.

Ambulatorio Smart per le visite a distanza

La prima soluzione –  sviluppata anche da GIPO – è quella dell’Ambulatorio Smart che consente di seguire il paziente sia in studio che a distanza. La piattaforma funziona come un ambulatorio in presenza rendendo più semplice il passaggio da reale a virtuale, e viceversa.

Il funzionamento è semplice: il paziente che ha la necessità di una visita, accede all’Ambulatorio Smart, prenota e paga la prestazione, nel giorno e nell’orario stabilito, il medico si mette in contatto a distanza con il paziente, fa la visita, compila il referto, invia in digitale l’eventuale ricetta per la terapia e la visita a distanza si chiude così.

Questo servizio si può applicare a buona parte delle visite di un poliambulatorio – circa il 40% – compresa la fisioterapia. In questo caso, lo specialista elabora e mostra il piano riabilitativo al paziente, e lo monitora sempre a distanza. Naturalmente non tutto può diventare “smart”, ci sono visite che richiedono la presenza in ambulatorio o l’utilizzo di strumentazione specifica, ma per alcuni controlli e alcune prestazioni questa opzione fornisce un’alternativa che, in questo periodo, permettere di non perdere la visita e, in futuro, consente un risparmio di tempo non indifferente.

App My Gipo per avere tutto a portata di mano

GIPO ha sviluppato anche una applicazione per smartphone che permette di coordinare tutte le funzioni dell’Ambulatorio smart e i servizi GIPO, integrandoli in un’unica interfaccia che funziona sia per i pazienti, sia per il medico e anche per la segreteria.

L’App My Gipo, infatti, integra alcune informazioni utili e permette di rafforzare, grazie alla tecnologia, la comunicazione tra casa e ambulatorio. Il paziente riceve la chiamata e le informazioni sui tempi di attesa della propria visita, mentre il medico trova automaticamente l’appuntamento sulla sua agenda di lavoro e sa precisamente quando contattare o chiamare il paziente.

Nel momento della visita vera e propria, il medico si collega al paziente tramite l’applicazione, senza bisogno di installare o iscriversi ad altre piattaforme e semplificando la relazione. Conclusa la visita, tutte le altre informazioni vengono nuovamente inviate al paziente per via telematica e rese consultabili sull’applicazione.

L’App può essere utile anche per delle visite in presenza: semplicemente quando scatta l’ora della visita, il paziente verrà chiamato ad entrare nell’ambulatorio. Quindi può attendere in auto il suo turno, evitando che troppe persone affollino la sala d’attesa.

GIPO SmartQ per evitare le code, anche in futuro

Infine, GIPO SmartQ è un servizio che nasce per favorire leliminazione delle code in poliambulatorio, ma che può essere utile anche in questa fase – e nel futuro prossimo – per evitare l’affollamento di pazienti in attesa nella sala d’aspetto. 

L’obiettivo è dare la paziente in tempo reale e direttamente sullo smartphone le informazioni utili sull’eventuale ritardo della propria visita. Di fatto, permette di attivare sull’App una funzione di alerting per cui chi deve recarsi in poliambulatorio per una visita, riceve un promemoria dell’appuntamento e, mano a mano che si avvicina l’orario previsto, un aggiornamento su a che punto è la situazione all’interno e l’effettiva disponibilità del medico.
Questo sistema permette, per esempio, di attendere fuori dalla struttura il proprio turno evitando sia di perdere troppo tempo, sia di entrare in contatto ravvicinato con altri pazienti. Una strategia altamente tecnologica utile sia a distanza che in presenza, un’altra prova che parte del futuro digitale della sanità è già a disposizione.

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